Si cerca, ognuno a suo modo, di esprimere il sentire più profondo. Si cerca spesso, ognuno a suo modo, qualcosa che ci porti fuori dal dolore. Siamo accomunati, nelle diversità, dagli stessi tormenti interiori, dallo stesso boicottamento che mettiamo in atto verso noi stessi, come se spesso, la cosa più difficile sia amare proprio sé. Si fugge dal guardarsi dentro, dall’ascoltare ciò che il cuore dice, perché spesso anch’esso è confuso dal chiacchiericcio della mente. Nasce da questo, ed altro che non ha più necessità di essere “detto”, il mio percorso pittorico. Dentro la nostra mente è in azione quasi incessante un film di dubbi e paure.

Lo definisco “film” perché, pur nell’immaginario, è formato da pensieri-parole e da immagini. Ma, allo stesso modo, possiamo dare “visibilità” a questo film, attraverso le forme d’arte. Siamo una musica incompiuta, una nostalgia di ritornare alla scintilla che ci originò, un sentore di quale bellezza siamo stati e che cerchiamo di tornare ad essere. Così i miei colori mi aiutarono a partire per questo lungo viaggio, che iniziò con forme materiche e colori intensi, esplosioni interiori e desiderio di ritorno e connessione, arrivando, nel tempo,  a desiderare leggerezza ed essenzialità. Nel filo conduttore dell’arte che serva come cura.

 

Elda Lenzi